![]() Impianto Idrovo di Bando
![]() Sala Pompe Impianto Idrovoro di Saiarino
![]() Scariolanti al lavoro
![]() Chiavica emissaria dell'Impianto Idrovoro di Saiarino
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Le glaciazioni dell’ultimo milione di anni, i processi idrogeologici e sedimentari fluviali e costieri, i fenomeni di subsidenza e le variazioni climatiche hanno notevolmente influito sull’evoluzione geomorfologica del territorio. Negli ultimi millenni le maggiori quantità di detriti, soprattutto quelli più grossolani, si sono depositate negli alvei e ai lati dei fiumi, dando così luogo alla formazione di argini naturali e conferendo ai fiumi quote più alte rispetto a quelle dei terreni circostanti (fiumi pensili). Questa situazione porta ad avere un territorio instabile, caratterizzato da vaste zone depresse situate tra i corsi d’acqua e prive di pendenza che non riescono quindi a scolare naturalmente le acque che sovente straripano e danno così origine a vaste zone paludose e insalubri. Argenta non è esclusa da questi problemi, anzi il terriorio diviso dal fiume Reno vede la presenza di due diversi Consorzi di Bonifica che scolano le acque con diversi sistemi. In sinistra Reno, dove insiste il Consorzio di Bonifica II Circondario Polesine di San Giorgio, diversi piccoli impianti idrovori scolano le acque di bacini idrografici posti ad altimetrie diverse. A destra del reno il Consorzio di Bonifica Renana, nato nel 1909, scola le acque della pianura bolognese in reno in località Campotto seguendo un progetto dell'Ing.Pietro Pasini. Il progetto separa le acque alte da quelle basse per convogliarle direttamente in Reno con appositi canali: le acque alte possono scaricare in Reno in qualsiasi condizione mentre le acque basse vengono sollevate attraverso gli impianti idrovori e fatte confluire in Reno a quote adeguate o in caso di piena inviate temporaneamente alle casse di espansione. In entrambi i territori fondamentale fu l'opera degli scariolanti. Il loro lavoro consisteva nello scavare il fondo dei canali e trasportare in superficie la terra caricata sulle carriole, diversi metri oltre l'invaso del canale, venivano arruolati di settimana in settimana e grazie a loro furono scavati migliaia di chilometri di canali. Rimangono comunque gli Impianti idrovori i protagonisti della grande opera di bonifica che ieri come oggi continua a garantire la sicurezza idraulica del territorio. |
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Foto storiche Archivio del Consorzio della Bonifica Renana
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