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All'interno del territorio Ferrarese sono ancora visibili le testimonianze della presenza degli Estensi. Dimore per lo svago chiamate delizie si trovano sparse nella pianura da Ferrara fino a Mesola passando per l'entroterra.

Nel territorio argentano è presente una di queste dimore, la delizia di Benvignante, e poco lontano,a Gambulaga e a Voghiera sono presenti altre due splendide delizie trasformate in musei.

 

L'edificio non e' attualmente visitabile all'interno. e' possibile accedere alla struttura esterna e al parco.

Visite guidate su prenotazione

Info:
SEGRETERIA MUSEO DELLE VALLI

 

  

BENVIGNANTE

La delizia di Benvignante fu costruita nel 1464 per volontà del duca Borso d’Este che poi la donò al suo segretario d fiducia Teofilo Calcagnini la cui famiglia mantenne la proprietà dell’edificio per oltre tre secoli, durante i quali passò di affitto in affitto andando lentamente in rovina. Intorno a primi anni dell’Ottocento l’edificio venne addirittura ipotecato e poi venduto nel 1818 al conte Luigi Gulinelli che ne avviò i lavori di restauro.

L’edificio, come lo vediamo oggi, si presenta diverso da come doveva essere in origine. Sembra infatti che la torre non avesse merlatura e che le ali laterali fossero più basse di un intero piano. Le terre circostanti erano coltivate a vigne e cereali, non mancava la selvaggina che i nobili signori amavano tanto cacciare.

A partire dal 1860, per volontà del conte Giovanni Gulinelli, furono fatte edificare le scuderie, di fronte alla delizia. L’edificio, che oggi è proprietà di privati, è stato ristrutturato conservando le caratteristiche esterne, ma l'interno è andato completamente perduto.


Le sale del Verginese  sono sede della mostra permanente "Mors Inmatura". Il sepolcreto dei Fadieni" che documenta la scoperta di una piccola necropoli romana a pochi passi dalla Delizia.

ORARI:
Dal 1 novembre al 1 aprile:
9-12/14.30-17.00.
Dal 1 aprile al 31 ottobre:
9-12/15.30-18.30.
Giorno di chiusura: Lunedì 
 

 

VERGINESE

La delizia del Verginese è situata nei pressi di Portomaggiore. Venne costruita sotto forma di semplice casale, in prossimità dei fiumi Sillaro e Primaro, già alla fine del Quattrocento e da Ferrara era raggiungibile via acqua.

Il duca Alfonso I d’Este fece ristrutturare l’edificio, si presume per mano di Girolamo da Carpi, e lo portò al suo massimo splendore; si tratta di una villa rettangolare a due piani, delimitata ai vertici da quattro torri merlate, costruita in mattoni intonacati di bianco. Successivamente un portico settecentesco la collegherà alla cappella privata.

Nella parte posteriore si possono trovare un brolo (giardino rinascimentale) e una torre colombaia (tipica delle ville signorili ferraresi). L’edificio fu poi donato alla colta cortigiana Laura Dianti,  che si avvicinò al duca dopo la morte della moglie Lucrezia Borgia, e vi risiedette fino alla morte.

Le sale del Verginese sono sede della mostra permanente "Mors Inmatura". Il sepolcreto dei Fadieni" che documenta la scoperta di una piccola necropoli romana a pochi passi dalla Delizia.


Unica testimonianza pittorica rimasta è il ciclo della Sala della Vigna localizzata al pianterreno e visibile a tutt'oggi.
Un’ala del palazzo ospita il Museo Archeologico, che raccoglie reperti della necropoli di Voghenza, e la Sala Virgili, con opere dello scultore contemporaneo. 

ORARI
Domenica e festivi.
Inverno: 15.00-18.00.
Estate: 16.00-19.00.

tel. 0532 328500 - 328511

 

 

BELRIGUARDO

La delizia di Belriguardo è una delle preziose residenze fatte costruire dagli Este ed era considerata la Versailles degli Estensi. Sorge nel territorio di Voghiera e fu la prima ad essere edificata al di fuori della città di Ferrara.

Fu voluta dal marchese Niccolò III d’Este ed il suo principale utilizzo fu quello di residenza estiva di tutta la corte estense e di villa di rappresentanza. La prima pietra fu posata nel 1435, ma nel corso della storia la struttura subirà continue rivisitazioni ed ampliamenti ad opera dei successori di Niccolò III. Fu spesso dimora dei soggiorni di Lucrezia Borgia e, nella seconda metà del Cinquecento, anche del poeta rinascimentale Torquato Tasso.

Quando nel 1598 il ducato estense passa allo Stato Pontificio, Belriguardo viene lasciata in enfiteusi ai proprietari terrieri del luogo che la utilizzano principalmente come fattoria, trasformando le magnifiche sale affrescate dai maestri del ‘500, in stalle e granai; tutto ciò che c’era di prezioso fu venduto.  Malgrado progressivi crolli, riadattamenti e demolizioni Belriguardo giunge fino a noi grazie soprattutto al fatto che viene frazionata in numerose abitazioni private, anche se questo impedisce però una lettura corretta del complesso originario che oggi risulta quasi del tutto illeggibile.