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Ricostruzione di un insediamento pedelacustre
 
 
Ricostruzione di Argenta nell'Alto Medioevo
 
Spaccato di una abitazione
   

Gli insediamenti nel territorio di Argenta furono sempre resi difficili dalle continue variazioni dell’ambiente naturale circostante, dovute principalmente alla costante presenza dell’acqua che sottopone il territorio ad un incessante mutamento morfologico.

Lo stesso toponimo "argenta" sembra voler ricordare il riflesso argenteo delle acque paludose che circondavano il paese, così come anche molti toponimi delle frazioni argentane sembrano voler richiamare antiche situazioni dove l’acqua è l’elemento dominante (Longastrino – lungo le Strene, Consandolo – Caput Sandali, Traghetto).

La posizione strategica nella quale si trova l’abitato di Argenta, grazie alle acque del Po di Primaro che permettono sia di commerciare con l’oriente, sia di risalire la Pianura padana, rende la zona appetibile alle potenze che la circondano: Ravenna e Ferrara.

Il primitivo borgo di Argenta risulta essere distribuito attorno all’antica chiesa di Santa Maria in Castro, risalente al VII secolo, che si trovava nella zona, ancora oggi detta, della Seliciata, andata completamente distrutta dal bombardamento dell’aprile del 1945.

Successivamente però, abbiamo testimonianze dello spostamento del fonte battesimale (1252), che si trovava nella Pieve di San Giorgio, all’interno della chiesa di San Nicolò, l’attuale Duomo di Argenta.

Questo implica un ovvio ampliamento del centro del paese, distribuito ora attorno a San Nicolò.